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Cibo, digiuno e consapevolezza

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Da sempre il cibo è uno dei piaceri della vita, significa benessere, socialità, appagamento, relax. Il cibo inerisce al bisogno primario dell’uomo di sicurezza, di sussistenza, di relazione affettiva con gli altri e di piacere in se stesso. Troppo spesso però mangiare diventa un modo per non ascoltarsi, per non pensare ai problemi che ci affliggono, per non sentire le nostre mancanze, i nostri vuoti, per compensare o coprire il bisogno d’amore presente in ognuno di noi.

In questa settimana di Quaresima ho deciso di seguire un Programma Detox insieme a un gruppo di clienti e amiche. E’ molto interessante per me notare come questo periodo di detossinazione, dieta e semi-digiuno stia consentendo l’emergere di maggiori consapevolezze, per divenire più presenti alle proprie azioni, abitudini, emozioni, sensazioni fisiche, ecc…

Il digiuno è una pratica presente in tutte le religioni, come strumento principe di purificazione sia fisica che mentale. Un uomo adulto sano può sopravvivere anche un mese senza mangiare, e circa una settimana senza bere. Il nostro organismo ha risorse incredibili, se solo gli permettiamo di funzionare al meglio.

Gandhi utilizzò il digiuno moltissime volte durante la sua vita politica, al fine di potenziare l’autocontrollo e per purificarsi. Egli era convinto che solo esercitando il controllo della propria persona gli indiani potessero arrivare a controllare la loro vita e la loro nazione.

Ciò che gli occhi sono per l’esterno il digiuno lo è per la vita interiore.

Quando digiuniamo, o seguiamo per un periodo una dieta ipocalorica, o decidiamo di eliminare momentaneamente dalla nostra alimentazione certi cibi, ad esempio gli zuccheri raffinati, il caffè o i cibi confezionati, inevitabilmente tutto il nostro sistema psicofisico subisce un reset, che immediatamente può lasciare una sensazione di smarrimento, se non di panico. Perchè? Perchè ogni cambio di abitudine destabilizza la mente, che è solita vivere in zone di comfort attraverso meccanismi ripetitivi.

La domanda è: voglio vivere attraverso le abitudini della macchina biologica rappresentata dal mio corpo, o voglio vivere con sempre maggiore consapevolezza?

il digiuno o una dieta possono essere vissuti rigidamente, forzando al massimo la nostra volontà per raggiungere l’obiettivo prefissato; oppure possono essere considerate come preziose OPPORTUNITA’ DI CONSAPEVOLEZZA, una vera PRATICA DI PRESENZA!

Ecco che, ogni volta che sento l’impulso di mangiare un bignè o qualsiasi altra cosa dalla quale precedentemente ho deciso di astenermi per un periodo, posso reagire in vari modi: precipitarmi a mangiare il bignè senza nessuna consapevolezza e sentirmi in colpa subito dopo; non mangiare il bignè per il senso di colpa e di fallimento che proverei se lo mangiassi; non mangiare il bignè perchè scelgo di non farlo, consapevole che potrei farlo e osservando il mio desiderio di bignè, stando presente; mangiare il bignè e, invece di sentirmi in colpa, amarmi così come sono, osservare, non giudicarmi, e ricominciare per essere più centrato e stabile la prossima volta.

IL SENSO DI COLPA E’ UN GRANDE AGENTE TOSSICO! Meglio sostituirlo con proposito, determinazione e ferma intenzione.

Il Maestro indiano Sai Baba diceva: “La QUALITA’ e la QUANTITA’ del cibo che ingeriamo determina i nostri pensieri ed i nostri sentimenti”.

“I nostri avi facevano 2 pasti al giorno e gli antichi saggi mangiavano una sola volta al dì. Essi dicevano che è un asceta colui che mangia una sola volta al giorno, un godereccio chi mangia due volte al giorno ed un malato chi tre volte. La gente oggi mangia a tutte le ore, per non parlare degli spuntini e delle bibite fra un pasto e l’altro. I giovani si dovrebbero accontentare di 2000 calorie al giorno. Per una vita sana, all’uomo bastano 1500 al giorno. Oggi però si arriva ad assumere sino a 5000 calorie al giorno. Di conseguenza la gente soffre di indigestione e di insonnia”.

“Digiunate una volta alla settimana. Questo farà bene sia al corpo che al paese. Prendete solo acqua, affinché tutto lo sporco venga lavato via. Non desiderate succhi di frutta o altri liquidi. Persino le macchine hanno bisogno di riposo, non possono funzionare in continuazione ed in eterno Cosa dire allora di questo corpo umano così delicatamente organizzato? Le bestie ed i cani hanno abitudini alimentari migliori. Se un cane ha la febbre, rifiuta il cibo, ma l’uomo ignora persino le raccomandazioni del dottore e si abbuffa. Semplicemente mettendosi a dieta, gli uccelli e le bestie mettono a posto la loro salute. L’uomo invece vive di pastiglie, pillole ed iniezioni dopo essersi avventurato nei regni proibiti del bere e del mangiare”.

Occorre sottolineare un aspetto essenziale circa il termine CIBO:  le calorie che si assumono per bocca sono solo una piccola parte di tutto ciò che l’uomo introduce. E’ anche nutrimento dell’uomo ciò che entra nei sensi: esso è cibo. Contribuisce a formare l’uomo, tutto ciò che egli vede, ode, tocca, l’aria che respira, l’ambiente che preme per essere percepito, apprezzato, accettato.

Mangiare dà soddisfazione certo; la soddisfazione e il benessere derivati dalla digestione del cibo (in particolare dei carboidrati complessi forniti dai cereali integrali e dal cioccolato fondente!) dipendono in grande misura dalla produzione di serotonina, l’ormone del buon umore. Ricordiamo però che ci sono altri modi efficaci per produrre serotonina: fare camminate nella natura, esporsi alla luce del sole, fare attività fisica, mangiare verdure a foglia verde, semi di sesamo e girasole, fare yoga e meditazione!

Inoltre ci sono TANTE FONTI DI CIBO per l’uomo oltre al cibo che si mangia con la bocca: ci si può NUTRIRE DI BELLEZZA, contemplando la natura ad esempio e immergendosi in essa quanto più spesso possibile, o forme d’arte per voi particolarmente belle e ispiranti, RESPIRARE LA LUCE SOLARE con consapevolezza, immaginando di trarre tutta l’energia possibile contenuta nella luce del sole, dedicare un tempo per le attività che più amiamo fare e per stare con le persone che amiamo, dedicare un tempo alla CURA DI NOI STESSI E DEL NOSTRO CORPO.

Allora, auguro a tutti voi una sempre maggiore consapevolezza, anche e soprattutto nel cibo che mangiate ogni giorno! Chiedetevi: Perchè mangio? Ho fame? Ho fame proprio di questo cibo o forse gradirei qualcos’altro? Ho fame o forse vorrei parlare con qualcuno? Ho fame o forse mi sto annoiando? Ho fame proprio adesso o mangio perchè è l’orario in cui di solito tutti mangiano?

Essere presenti mentre si mangia sprigiona una grande GRATITUDINE verso il cibo e verso chi l’ha preparato, tutto ha un sapore migliore e in genere con piccole quantità di cibo ci si sente  sazi. Cogliamo questa splendida opportunità di MANGIARE IN MODO PIU’ CONSAPEVOLE!

Franca Soavi

“Ricordate che il cibo che date a ciascun essere vivente, raggiunge DIO stesso. Il Servizio che fate a chiunque, riempie DIO di gioial – Sai Baba

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