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SE NON RIESCI AD AMARE, SII TU AMORE

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Può accadere, anche tra parenti o amici stretti, di non riuscire a provare alcun profondo sentimento di amore per l’altro; di conseguenza possono insorgere senso di colpa, giudizi verso se stessi, senso di inadeguatezza, vergogna.

Una madre ad esempio può credere di non amare il proprio figlio quando prova verso di lui sentimenti di frustrazione, rabbia o delusione, convincendosi così di non essere una buona madre; oppure si può pensare di non amare abbastanza il partner, quando non si sopportano o condividono in lui comportamenti e idee…

Alla base di queste credenze c’è la fondamentale distinzione, esposta dallo psicologo statunitense Abraham Maslow, tra amore-carenza e amore-essere. Il primo è un amore condizionato, il secondo è amore incondizionato.

“L’amore-carenza, o amore-bisogno, scrive il mistico indiano Osho riprendendo Maslow, dipende dall’altro, è amore immaturo. In realtà non è amore vero, è un bisogno. Un bambino nasce e dipende dalla madre. Il suo amore verso di lei è amore-carenza, ha bisogno di lei per sopravvivere”. In realtà non ama davvero la madre, la ama in funzione del fatto che soddisfa i suoi bisogni di protezione, di cibo, di amore.

Milioni di persone rimangono infantili per tutta la vita, bramano l’amore come il cibo, per soddisfare i loro bisogni; quando qualcuno pare non soddisfare più questi bisogni smettono di amarlo e cercano qualcun altro.

Ciò che va compreso è che nessuna personalità è capace di amare senza condizioni; la personalità, che è legata alla mente, all’io, con la sua storia, i suoi condizionamenti, i suoi bisogni, al massimo può amare in una qualche misura e sempre in modo condizionato, che se ne sia consapevoli o meno.
Cioè: io ti amo se tu…,io ti amo a patto che…, io ti amo perché…

Chi è capace di amare in modo incondizionato è la persona matura, il cui amore non è più un prendere e pretendere, ma un donare.

L’amore maturo, senza condizioni, non è una relazione, è uno stato dell’essere, è la Presenza che tu sei.

Continua Osho: “L’amore un lusso, è abbondanza, significa possedere così tanta vita che non sai più cosa farne, quindi la condividi. Significa avere nel cuore infinite melodie da cantare; che qualcuno ascolti o no è irrilevante”.

L’amore incondizionato non può essere frutto di uno sforzo. L’amore incondizionato è il substrato della Vita stessa, che in verità comprende e coniuga gli opposti.
Allora io posso amare qualcuno anche se non apprezzo un suo comportamento, posso amare qualcuno anche se mi arrabbio con lui, posso continuare ad amare qualcuno anche se, a causa delle nostre personalità, non riusciamo più a stare insieme.

L‘amore incondizionato non è mai diretto alla personalità, ma all’anima, all’Essere consapevole, alla Presenza.

Quando non si riesce ad amare qualcuno, allora, la via non è cercare di amarlo, bensì mirare ad essere l’Amore stesso, che è Presenza consapevole, per la quale amare è un attributo consostanziale, non un’azione che può riuscire o non riuscire.

Amare qualcuno se attiva o stimola il nostro gradimento, il nostro gusto, la nostra preferenza è una semplice reazione, una funzione biologica, e può diventare una grande trappola, una schiavitù.

Quando siamo presenti al 100% l’amore sgorga in modo spontaneo; anche quando non è intenzionalmente rivolto verso qualcuno o qualcosa ugualmente arriva e tocca tutti; l’amore incondizionato non si cura se gli altri meritano o non meritano di essere amati, in quanto il merito e il demerito non esistono sul piano di realtà dell’essere.
Essere noi stessi Amore, indipendentemente da chi abbiamo di fronte, è la più grande libertà, è un’azione creativa, rivoluzionaria.

Dulcis in fundo, concludo ricordando che il duplice comandamento dell’amore, presente nei vangeli sinottici, rivela come si possa amare profondamente il prossimo solo avendo una relazione profonda con Dio (con la nostra parte divina).
“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. Il secondo è simile al primo: Ama il prossimo tuo come te stesso”. (Matteo, 22,37-40)

Franca Soavi

 

Art: Marc Quinn, Sarasvati Dawn

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